Note
Introduzione
1. Per non urtare suscettibilità, forse invece di a.C. e d.C. (prima e dopo Cristo), dovrei utilizzare i neutri BCE (Before common era) e CE (Common era). Ma lo domando a voi: pensate sia davvero necessario sterilizzare il linguaggio? E fino a che punto? E se anche lo facessi, non sarebbe ipocrita? Le domande non sono retoriche e torneranno nei prossimi capitoli.
2. Come non finì la storia con il crollo dell’Unione Sovietica e la fine della guerra fredda, tanto che oggi ci fa sorridere l’idea che qualcuno possa anche solo averlo pensato. A onor del vero, bisogna ammettere che Francis Fukuyama è stato associato in modo un po’ troppo frettoloso e superficiale a questa idea, e il suo La fine della storia e l’ultimo uomo (trad. Delfo Ceni, Rizzoli, 1992) affermava in realtà cose diverse.
3. Magdalena Petrova, We traced what it takes to make an iPhone, from its initial design to the components and raw materials needed to make it a reality, cnbc.com, 14 dicembre 2018.
4. Elaborazione su dati di mercato a febbraio 2021.
5. Philipp Coggan, More: The 10,000-Year Rise of the World Economy, Economist Books, 2020.
6. Vedi a questo proposito John Kay, Mervyn King, Radical Uncertainty. Decision-Making Beyond the Numbers, W.W. Norton Company, 2020.
7. Immaginate quanto possa essere eversivo e controcorrente il solo pensiero di poter andare oltre i territori in un paese più piccolo della Lombardia, la cui esistenza è costantemente minacciata dai vicini, e che negli ultimi trent’anni non ha fatto che costruire muri per difendersi dall’altro.
8. Di lì a pochi mesi ci sarebbero state le elezioni presidenziali Usa del 2016 e Donald Trump si sarebbe assicurato la Casa Bianca.
9. L’economista Richard Baldwin definisce l’economia un progressivo processo di unbundling, forse in italiano potremmo liberamente dire, con un’altra espressione, di progressiva specializzazione. All’epoca dei cacciatori-raccoglitori ogni nucleo familiare produceva tutto quel che gli serviva. Poi, con il commercio, gli insediamenti agricoli, la specializzazione, l’inurbamento, la ricchezza prodotta cresce in modo esponenziale. Esiste una correlazione chiara tra la crescita del commercio e l’aumento del reddito individuale disponibile. Philip Coggan (vedi More…, cit.) nota come «Uno studio sui Paesi ad alta crescita nel periodo postbellico ha dimostrato come quelli che avevano raggiunto una crescita del reddito pro-capite del 3% o superiore, fossero gli stessi che avevano visto un aumento simile nel proprio commercio. Per converso, i paesi che avevano fatto registrare una crescita negativa avevano commerci insoddisfacenti». È interessante sottolineare che le piattaforme, aumentando la velocità e il numero di possibili connessioni tra cittadini del pianeta, fanno crescere il potenziale di scambi e dunque – possiamo assumere – di creazione di ricchezza. E del resto è facile ricordare come ciò che ha tenuto in piedi in questi anni la zoppicante e soffocata economia italiana sia stato l’export.
10. «Non chiederci la parola che squadri da ogni lato / l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco / lo dichiari e risplenda come un croco / perduto in mezzo a un polveroso prato. // Ah, l’uomo che se ne va sicuro, / agli altri ed a se stesso amico, / e l’ombra sua non cura che la canicola / stampa sopra uno scalcinato muro! // Non domandarci la formula che mondi possa aprirti / sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. / Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo» Eugenio Montale, “Non chiederci la parola che squadri da ogni lato”, in Ossi di seppia, Mondadori, 1948.
11. Tale concetto, alla base della dichiarazione di indipendenza e della costituzione americana, è in realtà stato suggerito a Benjamin Franklin dal filosofo napoletano Gaetano Filangeri. Dunque, niente di più europeo.
12. «Le vent se lève… il faut tenter de vivre», in Paul Valéry, Le cimetière marin (ripreso in Si alza il vento, film di Hayao Miyazaki del 2013).
13. Copyright Wim Wenders, 1975.
Capitolo 1
1. Si veda in proposito Nellie Bowles, They can’t leave the Bay Area fast enough, nytimes.com, 17 gennaio 2021.
2. Nel capitolo 4 torneremo sulle circostanze di contesto e sui modelli, politici geografici e culturali, per i quali tutto è avvenuto in questi luoghi e non in altri. Tratteremo, tuttavia, solo gli aspetti rispetto ai quali ci pare di poter aggiungere valore. Qui, da una parte e dall’altra, a nostra volta abbiamo la fortuna di sedere sulle spalle di chi ha molto già scritto. E a loro vi rimandiamo in caso vogliate approfondire: da Mariana Mazzucato, secondo la quale la spinta maggiore alla crescita è stata comunque la ricerca pubblica e militare (Il valore di tutto. Chi lo produce e chi lo sottrae nell’economia globale, trad. Luca Fantacci e Giovanni Passoni, Laterza, 2018; Lo Stato innovatore nuova edizione, trad. Fabio Galimberti, Laterza, 2020); a Laboratorio Israele. Storia del miracolo economico israeliano di Dan Senor e Saul Singer (trad. Luca Vanni, Mondadori, 2012), che spiega come un paese sia passato dall’essere esportatore di pompelmi a creare unicorni (start up del valore di un miliardo di dollari e oltre) e a essere all’avanguardia globale nella cybersicurezza e nel video streaming; a The code: Silicon Valley and the remaking of America di Margaret O’Mara, Penguin Books, 2019; fino a The future is Asian: Global order in the twenty-first century di Parag Khanna (Simon & Schuster, 2019).
3. Erik Brynjolfsson, Andrew McAfee, La nuova rivoluzione delle macchine. Lavoro e prosperità nell’era della tecnologia trionfante, trad. Giancarlo Carlotti, Feltrinelli, 2015. Per avere un’idea di quanto sia stata significativa la rivoluzione industriale per lo sviluppo sociale dell’umanità è utile riprodurre questo grafico tratto dal libro di Brynjolfsson e McAfee.

In ascissa il tempo, in ordinata a sinistra l’indice dello sviluppo umano calcolato secondo alcuni parametri oggettivi di qualità e durata della vita, e a destra la popolazione del pianeta. Vista così, la storia della civilizzazione sembra un film in cui per tre quarti della storia non succede (quasi) nulla. Poi all’improvviso a un certo punto, e quel punto è l’introduzione della macchina a vapore, la curva si impenna e le cose cambiano: la popolazione cresce e con essa anche lo sviluppo. Secondo gli autori l’accelerazione che stiamo vivendo nella nostra epoca potrebbe anche essere superiore a quella che si registrò tra fine ’700 e metà ’800.
4. Su tutti, segnaliamo il suo libro: Hans Rosling, Factfulness. Dieci ragioni per cui non capiamo il mondo. E perché le cose vanno meglio di come pensiamo, trad. Roberta Zuppet, Rizzoli, 2018.
5. Clayton Christensen, Il dilemma dell’innovatore. Come le nuove tecnologie possono estromettere dal mercato le grandi aziende, trad. Romano Gasperoni e Tiziana Trina, Franco Angeli, 2016.
6. Giusto per essere certi di chiamare le cose con lo stesso nome, è qui opportuno dare una definizione, sia pure semplificata rispetto a quella dell’economista Michael Porter, di catena del valore. Si tratta dell’insieme di processi di progettazione, fornitura, produzione, di servizi generali, gestione delle risorse, marketing, finanza, promozione, distribuzione, assistenza ai clienti, che permettono a un prodotto o a un servizio, essenzialmente un insieme di materie prime o di concetti teorici, di giungere al consumatore. È importante perché smontando la catena del valore riusciamo a capire come e dove si costruisce il vantaggio competitivo di un’impresa. Nel nostro caso, delle piattaforme. Fondamentale se vogliamo che le nostre istituzioni e organizzazioni siano in grado di apprendere e di migliorare grazie ad esse.
7. Vale la pena ricordare a questo proposito come Google, Facebook, e più di recente anche SpaceX di Elon Musk (con lo sciame di migliaia di satelliti del programma Starlink) e Amazon con il progetto Kuiper, che prevede a sua volta 3000 satelliti, stiano lavorando per portare Internet ad alta velocità anche dove oggi non è disponibile.
8. Non è questo il luogo per trattare il big data. Ci basti dire tuttavia che il numero di informazioni creato e archiviato in formato digitale cresce anno dopo anno. Nel 2010 la stima era di 2 zettabyte, per diventare 149 nel 2024 (Arne Holst, Volume of data/information created, captured, copied, and consumed worldwide from 2010 to 2024, statista.com, 5 febbraio 2021). Per chi si stesse domandando cosa diavolo sia uno zettabyte, si tratta di un triliardo di byte, ovvero di 1021byte. Ok, se ancora non vi è chiaro, per fare un esempio più semplice possiamo dire che uno zettabyte è circa 180 milioni di volte i dati contenuti in tutti i libri della biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, una delle più grandi e importanti al mondo. Sì, ma tutta questa informazione a che serve? Una volta Saul Wurman, inventore delle conferenze TED, mi spiegò: «Si dice che sia l’epoca del Big Data. A me piacerebbe fosse l’epoca del Big Understanding». Fatto sta che il mercato dei dati – a partire dai nostri, fondamentali per i servizi personalizzati e per la pubblicità – vale già 56 miliardi di dollari, ed è destinato a superare quota 100 per il 2027 (Statista Research Department, Big data market size revenue forecast worldwide from 2011 to 2027, statista.com, 22 gennaio 2021). Sui dati torneremo nei prossimi capitoli.
9. Strumento in grado di determinare l’accelerazione a cui è sottoposto uno smartphone. Serve ad esempio per avere l’immagine a schermo intero quando giriamo il telefono in orizzontale.
10. Il settore delle batterie, come forse vi sarete accorti da quando siamo condannati a viaggiare con adattatori e cavi in quantità, è destinato a essere una delle aree chiave dello sviluppo tecnologico. Per capire perché, può essere interessante leggere l’analisi di BBC, che spiega il ruolo chiave che sta giocando il fondatore di Tesla e SpaceX, Elon Musk, in questo settore: Justin Rowlatt, How Elon Musk aims to revolutionise battery technology, bbc.com, 17 giugno 2020.
11. La connessione internet sempre più pervasiva resa disponibile dai sensori presenti in elettrodomestici e oggetti di uso comune, come frigoriferi, televisori, termostati, allo scopo di scambiare dati, monitorare parametri come la salute, adattare le caratteristiche dei prodotti all’ambiente.
12. Come taxi del gene sano, ecco una piccola magia ulteriore: viene utilizzato il virus Hiv privato della carica virale, molto efficace quale vettore di infezione, in questo caso come corriere della cura.
13. La ricerca che ha portato a questi risultati è finanziata dalla fondazione Telethon: “Terapia Genica”, telethon.it. Disclaimer: l’autore è ambasciatore Telethon. E dirige il periodico della fondazione.
14. Nel caso delle applicazioni di servizi finanziari (the lending club) o di crowdfunding – ovvero di raccolta e finanziamento di progetti di servizi o di impresa attraverso raccolte di fondi – come Kickstarter, questo è ancora più evidente.
Capitolo 2
1. Il dibattito sul rallentamento della globalizzazione è stato avviato a gennaio del 2019 dal settimanale «The Economist», che a luglio dello stesso anno ha pubblicato uno speciale sul tema: Multinational companies are adjusting to shorter supply chains, economist.com, 11 luglio 2019.
2. Sui limiti della globalizzazione, o per meglio dire della fase che abbiamo vissuto fino a oggi, si vedano Il capitale nel XXI secolo (trad. Sergio Arecco, Bompiani, 2013) e Capitale e ideologia (trad. Lorenzo Matteoli e Andrea Terranova, Bompiani, 2020) di Thomas Piketty.
Uno dei libri più rilevanti in proposito è The Levelling: What’s Next After Globalization di Michael O’Sullivan (Hachette UK, 2019).
3. Concetto nato a fine ’800 da William Graham Sumner, docente a Yale, del quale poi si sarebbe appropriato il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt negli anni ’30 della Grande Depressione, per indicare le persone in fondo alla scala dell’economia, i cui interessi sono stati negletti, e di cui lo Stato avrebbe dovuto prendersi cura.
4. Sciogliamo le sigle per chiarezza. Nell’ordine, Organizzazione mondiale del commercio (World Trade Organization), Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo europeo, Unione europea, Organizzazione mondiale della sanità (anche Who, World Health Organization).
5. Qui definiamo il cloud come una rete globale di server remoti che fornisce servizi a richiesta attraverso la rete internet: si può trattare di spazio di archiviazione, posta, applicativi di gestione aziendale, intrattenimento (musica, cinema, libri), e così via. È evidente come l’idea stessa di cloud, per funzionare, prescinda dal concetto di Stato e metta in crisi alla radice concetti come la natura territoriale degli ordinamenti giuridici nazionali.
6. Amazon sta testando in quattro Stati americani, Washington, California, Georgia, Tennessee, Scout, un robot a sei ruote in grado di consegnare gli acquisti a domicilio. Si tratta di contesti suburbani, in cui l’operazione è molto più facile che nelle città. Ma la strada è segnata.
7. Videogioco sviluppato a partire dal 2017 da Epic Games e People Can Fly.
8. Tavneet Suri, William Jack, The long-run poverty and gender impacts of mobile money, science.sciencemag.org, 9 dicembre 2016.
9. The internet’s next act – The second half of humanity is joining the internet, economist.com, 8 giugno 2019.
10. Evitando così le grassazioni permesse fin qui dalla mancanza di informazione.
11. Si veda in proposito Jugaad Innovation. Pensa frugale, sii flessibile, genera una crescita dirompente di Jaideep Prabhu, Navi Radjou, Simone Ahuja (trad. Bianca Cherubini e Francesca Agnelli, Rubbettino, 2012), in cui sono raccolte oltre 150 storie di innovazione frugale, flessibile, e a basso costo, dalle incubatrici per neonati alla produzione di energia attraverso le buche nelle strade.
12. Shoshana Zuboff, Il capitalismo della sorveglianza. Il futuro dell’umanità nell’era dei nuovi poteri, trad. Paolo Bassotti, Luiss University Press, 2019.
13. La teoria elaborata dall’economista Robert Malthus alla fine del ’700 riteneva inconciliabili introduzione di nuova tecnologia e miglioramenti sociali. Anzi, secondo Malthus, le innovazioni tecnologiche avrebbero portato a una crescita della popolazione, con un aumento generalizzato di pressione sulle risorse disponibili, dunque di bocche da sfamare, e una conseguente diminuzione della qualità della vita. Quanto accaduto nei due secoli successivi si sarebbe incaricato di smentirlo.
14. La cosiddetta latenza zero.
15. Una certezza, nell’infinità di testi disponibili per approfondire: l’articolo di Alan Turing del 1950 pubblicato su «Mind», Computer machinery and intelligence, anche noto con il titolo Can machines think?. Scritto settant’anni fa e senz’altro superato dal tempo, rimane tuttavia ancora preveggente nell’impostazione, se non altro per la straordinaria eleganza formale della lingua con cui è scritto. Una prosa che emoziona anche oggi, con il brivido che avvertiamo quando ci è data la possibilità di contemplare la purezza e la bellezza del genio. Watson è un computer di Ibm, o meglio un sistema di intelligenza artificiale, in grado di rispondere a domande in linguaggio naturale e utilizzato oggi in numerose applicazioni industriali. DeepMind è un’azienda inglese specializzata nella ricerca sull’intelligenza artificiale acquisita nel 2014 da Alphabet, la holding cui appartiene Google.
16. Kyle Mizokami, AI vs. Human Fighter Pilot: Here’s Who Won the Epic Dogfight, popularmechanics.com, 25 agosto 2020.
17. https://www.sudowrite.com/
18. Cory Doctorow in Mark Frauenfelder, Cory Doctorow experiments with AI writing partner Sudowrite, boinboing.net, 14 agosto 2020.
19. GPT-3, A robot wrote this entire article. Are you scared yet, human?, theguardian.com, 8 settembre 2020.
20. Se interessati ad approfondire, si veda in proposito questa inchiesta di «ProPublica»: Jeff Larson, Surya Mattu, Lauren Kirchner e Julia Angwin, How We Analyzed the COMPAS Recidivism Algorithm, propublica.com, 23 maggio 2016.
21. Per chi se ne fosse scordato, vi abbiamo accennato nel capitolo 1.
22. Si veda in proposito questa analisi dell’«Economist»: The struggle over chips enters a new phase, economist.com, 23 gennaio 2021.
23. Se siete amanti della materia, la lettura consigliata è Helgoland di Carlo Rovelli (Adelphi, 2020). Dove tra l’altro, con una curiosa ed elegante assonanza con quel che diciamo qui, si sostiene che – come nell’età della Rete – anche nella fisica quantistica «le relazioni sono più importanti degli oggetti».
24. Aa.Vv., Quantum supremacy using a programmable superconducting processor, nature.com, 23 ottobre 2019.
Capitolo 3
1. Pietro Citati, Ascolta le tue piazze Italia, «la Repubblica», 7 settembre 1996.
2. Yuval Noah Harari, Sapiens, da animali a dèi. Breve storia dell’umanità, trad. Giuseppe Bernardi, Bompiani, 2011. Si noti che con il termine linguaggio qui non ci riferiamo solo alla lingua propriamente detta, ma a tutti i linguaggi e codici formali elaborati dalla nostra specie, come la matematica, la musica, lo stesso codice.
3. Classe di agenti nervini inventata in Russia, appartenente alle armi chimiche di quarta generazione, tristemente nota per essere stata utilizzata per avvelenare oppositori di regime.
4. John Kay, Mervin King, Radical Uncertainty. Decision-Making Beyond the Numbers, W.W. Norton & Company, 2020.
5. Ian Buruma, Anno Zero. Una storia del 1945, trad. Massimo Parizzi, Mondadori, 2015.
6. Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, Il manifesto di Ventotene, 1941, aiccre.it
7. Se guardiamo a SpaceX di Elon Musk o a Origin di Jeff Bezos, a Starlink o a Kuiver, con un po’ di ironia potremmo definirli addirittura intrinsecamente interplanetari.
8. Non è necessario scomodare la distruzione creatrice di Joseph Schumpeter. Basta guardare, empiricamente, alla velocità con la quale – nell’era della Rete – l’innovazione rende obsolete posizioni che sembravano inscalfibili. Domandate a Blackberry o a Nokia, se ancora non siete persuasi.
9. https://transparencyreport.google.com/
https://transparency.twitter.com/en/removal-requests.html
https://transparency.facebook.com/
Vale la pena notare di passaggio come tutte le piattaforme in riferimento a questi rapporti utilizzino la parola trasparenza, quasi in una sorta di neolingua. Le informazioni davvero rilevanti in realtà restano ignote.
10. Un fenomeno analogo di unilateralità si verifica per le limitazioni alla libertà di espressione, come la chiusura o la sospensione degli account sui social. Ne parleremo nei prossimi capitoli.
11. Un volume utile per inquadrare il fenomeno è Guerre di Rete di Carola Frediani (Laterza, 2018). Il libro è poi divenuto una newsletter settimanale, https://guerredirete.substack.com/, lettura imprescindibile per chi segua i temi della cybersicurezza e della geopolitica.
12. Carola Frediani, Attacco all’America: SolarWinds, l’operazione di cyberspionaggio senza precedenti, valigiablu.it, 15 dicembre 2020.
13. George Floyd, afroamericano, muore il 25 maggio 2020 a Minneapolis durante un fermo di polizia, sospettato di aver usato una banconota falsa da 20 dollari per acquistare un pacchetto di sigarette. Uno degli agenti, Derek Michael Chauvin, lo tiene bloccato a terra con un ginocchio sul collo per 8 minuti e 46 secondi, mentre l’uomo si lamenta dicendo: «Non riesco a respirare», «I can’t breathe». L’accaduto viene filmato, e quando il video si diffonde negli Stati Uniti e poi nel resto del mondo esplodono proteste per il comportamento violento e razzista della polizia.
14. Elizabeth Dwoskin, Craig Timberg, Tony Rumm, Zuckerberg once wanted to sanction Trump. Then Facebook wrote rules that accommodated him, washingtonpost.com, 29 giugno 2020.
15. Comunicato stampa N. 91/2020, “Sentenza della Corte di giustizia nella causa C-311/18”, curia.europa.eu, 16 luglio 2020.
16. Il cosiddetto scudo per la privacy, dichiarato ora invalido, era un accordo raggiunto tra Ue e Usa nel 2015 per consentire gli scambi commerciali di dati tra Unione e Stati Uniti, dopo che il Safe Harbor Act era a sua volta stato definito non valido. Si trattava di una decisione di adeguatezza che dichiarava il trattamento Usa conforme alle esigenze europee. Ma con l’entrata in vigore del Gdpr, il regolamento europeo per la privacy dell’aprile del 2018, ciò – secondo la Corte – non è più vero.
17. Per saperne di più su entrambi, si rimanda alle voci “Dutch sandwich” e “Double Irish” in en.wikipedia.org.
18. L’intervista venne pubblicata il 6 novembre del 2016 su «la Repubblica» (Massimo Russo, Apple, il Cfo Maestri: “Moda, cultura e design. Nella nuova economia l’Italia sfrutti i punti di forza”). In quello stesso colloquio, peraltro, Maestri raccontava la gestione della cassa di Apple, all’epoca 230 miliardi, circa 10 volte una manovra finanziaria pre-Covid, o se preferiamo una somma più grande di quella destinata all’Italia nell’ambito del Recovery Plan: «Il modo in cui noi gestiamo questa cassa è diverso da quello in cui si gestisce un Paese. Abbiamo una responsabilità fiduciaria nei confronti degli azionisti: preservare il capitale e metterlo a disposizione degli investimenti. Devo fare in modo che questa cassa non si perda, dunque siamo conservativi. Il nostro rendimento annuo è di poco inferiore al 2%. Investiamo soprattutto in titoli di Stato, obbligazioni di società solide e corriamo qualche rischio sui mercati emergenti».
19. Si veda in proposito la voce “ismo” in treccani.it.
Capitolo 4
1. Per gli appassionati, l’originale in latino recita: «Duo quippe sunt, imperator Auguste, quibus principaliter mundus hic regitur: auctoritas sacrata pontificum, et regalis potestas. In quibus tanto gravius est pondus sacerdotum, quanto etiam pro ipsis regibus hominum in Divino reddituri sunt examine rationem».
2. Luciano Floridi, in un articolo sulla sovranità digitale, cita la disputa medievale sulle investiture in modo analogo: The Fight for Digital Sovereignty. What It Is, and Why It Matters, Especially for the EU, «Philosophy & Technology», 12 agosto 2019. Vale la pena ricordare come sulle investiture dei vescovi esista ancora oggi una controversia tra Vaticano e Cina, sanata con un accordo provvisorio in scadenza nel 2022.
3. Floridi peraltro nello stesso articolo fornisce una chiara definizione di sovranità digitale: «[…] Sovranità digitale, ovvero il controllo di dati, software (es. Ia), standard e protocolli (es. 5G, nomi di dominio), processi (es. Cloud computing), hardware (es. telefoni cellulari), servizi (es. social media, e-commerce), e infrastrutture (es. cavi, satelliti, smart cities), insomma, il controllo del digitale».
4. Hans Rosling, Factfulness. Dieci ragioni per cui non capiamo il mondo. E perché le cose vanno meglio di come pensiamo, trad. Roberta Zuppet, Rizzoli, 2018.
5. David Klenert, Enrique Fernández-Macías, José-Ignacio Antón, Don’t blame it on the machines: Robots and employment in Europe, voxeu.org, 24 febbraio 2020.
6. Soroush Vosoughi, Deb Roy, Sinan Aral, The spread of true and false news online, science.sciencemag.org, 9 marzo 2018.
7. Michela Del Vicario, Walter Quattrociocchi e al., The spreading of misinformation online, pnas.org, 19 gennaio 2016.
8. Stuart A. Thompson, Charlie Warzel, They Used to Post Selfies. Now They’re Trying to Reverse the Election, nytimes.com, 14 gennaio 2021.
9. Sitcom televisiva animata di Hanna e Barbera degli anni ’60 del secolo scorso, in Italia nota con il titolo I pronipoti.
10. Hannah Ritchie, Joe Hasell, Cameron Appel, Max Roser, “Has terrorism increased in Western Europe?” in Terrorism, ourworldindata.org, 2013.
11. Per approfondire questi temi possono essere utili i capitoli dal 20 in poi del volume di John Kay e Mervyn King, Radical Uncertainty…, cit.
12. Mary Meeker e al., “Internet trends, 2019”, bondcap.com. Questa classifica è interessante soprattutto per le posizioni relative, visto che le cifre assolute da allora a oggi in alcuni casi sono molto cambiate a causa della fluttuazione nelle quotazioni. Ad agosto del 2020, ad esempio, Apple aveva raddoppiato il proprio valore rispetto all’inizio della pandemia, raggiungendo i 2000 miliardi di dollari.
13. Why Europe’s single market is at risk, economist.com, 14 settembre 2019.
14. The economic policy at the heart of Europe is creaking, economist.com, 14 settembre 2019.
15. Christian Sewing, L’uomo globale resisterà, rep.repubblica.it, 3 settembre 2020.
16. Matt Ridley, How Innovation Works: And Why It Flourishes in Freedom, HarperCollins Publishers, 2020.
17. Si tratta di un acronimo per Whole Earth ’Lectronic Link. Fondata nel 1985 da Stewart Brand e Larry Brilliant, The Well è stata acquistata dagli stessi membri della community nel 2012 (https://www.well.com/).
18. Il primo a teorizzare l’idea di una innovazione che non avviene dietro le pareti di un’azienda come processo autonomo, ma che è in grado di farsi sintesi di talenti e contributi esterni, di mercato e di sistema, accelerando così il processo di cambiamento e rendendolo molto più efficace, al prezzo di una parte del vantaggio competitivo che si sarebbe ottenuto se si fosse fatto tutto da soli, è stato Henry Chesbrough in The Era of Open Innovation, «MIT Sloan Management Review», Spring, 2003; Open Innovation: Researching a New Paradigm, Oxford University Press, 2006.
19. Ne ebbi la prova 23 anni fa, quando da cronista postai, in un newsgroup di scienziati, il progetto di un inceneritore per rifiuti che avrebbe dovuto essere realizzato nella regione di cui mi occupavo all’epoca. In capo a qualche giorno ottenni, tra le altre, la risposta di un chimico canadese che mi spiegò come quel tipo di impianti fosse in via di progressivo abbandono nel Nord America, per i rischi legati alle loro emissioni. L’informazione, dopo ulteriori verifiche, si dimostrò corretta ed ebbe un peso nel dibattito pubblico attorno a quella scelta.
20. Coppia di candidati a una competizione politica.
21. Ad esempio i sistemi di cifratura, l’intelligenza artificiale, la robotica, i big data.
22. Jenna Wortham, Obama Brought Silicon Valley to Washington, nytimes.com, 25 ottobre 2016.
23. Ellen McGirt, How Chris Hughes Helped Launch Facebook and the Barack Obama Campaign, fastcompany.com, 4 gennaio 2009.
24. Simone Pieranni, Il sovranismo digitale cinese affascina le democrazie, «il manifesto», 8 agosto 2020.
25. Chengdong Yu intervistato da Massimo Russo, Mr. Richard Yu, «Dlui – la Repubblica», maggio 2018.
26. Luciano Floridi, The Fight…, cit.
27. L’esistenza del documento è stata rivelata da Axios (Bethany Allen-Ebrahimian, Former Google CEO and others call for U.S.-China tech “bifurcation”, axios.com, 26 gennaio 2021) che lo ha pubblicato in forma integrale nel gennaio del 2021: Asymmetric Competition: A Strategy for China & Technology. Actionable Insights for American Leadership, assets.documentcloud.org. Interessante notare en passant come l’Italia in questa logica non sembri comparire nel gruppo di democrazie occidentali T12 che dovrebbero condividere le infrastrutture tecnologiche.
28. Emblematica in questo senso la vicenda di Jack Ma. Ma, 56 anni, self-made man fondatore della piattaforma di e-commerce Alibaba, 17° uomo più ricco al mondo, è scomparso per oltre due mesi dalla scena pubblica dopo aver pronunciato un discorso assai critico – secondo alcuni a lungo meditato – nell’ottobre 2020. In esso si scagliava contro il sistema bancario del suo paese, controllato dal governo, accusandolo di avere una «mentalità da monte dei pegni». Poco dopo, la prevista quotazione di una delle sue imprese – un gruppo finanziario valutato 35 miliardi di dollari – è stata sospesa. Jack Ma è poi riapparso senza spiegazioni nel gennaio del 2021 durante un evento online. L’interpretazione più accreditata è che il governo abbia voluto dare un segnale: nemmeno ai giganti dell’economia è permesso superare il confine che separa la libera impresa dalla libertà di espressione.
Capitolo 5
1. Per chiarirlo una volta per tutte, visto il fiorire di interpretazioni diverse: per millennial qui si intendono i nati tra il 1980 e la fine degli anni ’90 del secolo scorso. Per generazione Z coloro che sono nati tra il ’97 e i primi anni del terzo millennio.
2. Globalization and populism in Europe, uno studio condotto dai ricercatori svedesi Andreas Bergh e Anders Kärnä, pubblicato nel novembre 2020 su «Public Choice», prende in esame le elezioni in 33 paesi europei dal 1980 al 2017 e dimostra che, mentre esiste una correlazione positiva tra globalizzazione e voto populista a livello locale, essa invece non sussiste in modo univoco a livello nazionale. Interessante notare come l’appartenenza di un paese alla Ue sia associata a uno scarto tra il 4 e il 6% di voti in più per i movimenti populisti di destra.
Sullo stesso tema, ma da un’angolazione diversa, è interessante notare come politiche di welfare locale siano un argine alla radicalizzazione del voto nelle comunità, dove esiste una correlazione diretta tra disuguaglianze e crescita del populismo. Si veda in proposito Matteo Cavallaro, Local David Versus Global Goliath: Populist Parties and the Decline of Progressive Politics in Italy, ineteconomics.org, gennaio 2021. Nello studio, riferito all’Italia, si sottolinea che: «le spese correnti comunali, in particolare quelle sociali, hanno influenzato in modo significativo la quota di voti post-2011 per la coalizione progressista. I risultati mostrano anche che la spesa sociale, in particolare per l’istruzione, ha moderato in modo significativo l’effetto combinato dell’austerità nazionale e della crisi economica sul voto per i partiti populisti di destra radicale, mentre non sono emersi risultati significativi per i partiti populisti in generale. La disuguaglianza locale sembra incidere significativamente sulle quote di voto dei partiti populisti di destra radicale e dei partiti populisti in generale».
3. https://www.meaningful-brands.com/en
4. Emblematica, in questo senso, la scelta di Nike: prima con la decisione di sostenere l’Nba e Michael Jordan, sdoganando di fatto negli anni ’90 la cultura nera dei ghetti urbani e contribuendo all’affermazione di artisti come Spike Lee, poi – più di recente – affidando la comunicazione del marchio ad atleti come Colin Kaepernick, il giocatore di football americano ostracizzato dalla Nfl per la sua protesta per i diritti degli afroamericani durante l’esecuzione dell’inno degli Stati Uniti, prima degli incontri di campionato (Nike releases full ad featuring Colin Kaepernick, canale YouTube del «Guardian Sport», 2018), fino al sostegno dato nella primavera del 2020 alla campagna Black Lives Matter.
5. Biagio Simonetta, Da Coca Cola a Unilever: perché le big company stanno boicottando la pubblicità su Facebook, ilsole24ore.com, 27 giugno 2020.
6. Paolo Mossetti, autore e giornalista, su «Wired» l’ha spiegata così: «Loretta Ross, un’attivista nera, ha fornito questa definizione: “Cancel culture” è quando “le persone cercano di espellere chiunque non sia perfettamente d’accordo con loro, piuttosto che rimanere concentrate su coloro che traggono profitto dalla discriminazione e dall’ingiustizia”. Per estensione, aggiungiamo, è la pratica per fare pressione su una istituzione o una società privata per sanzionare qualcuno che altri, soprattutto online, segnalano o percepiscono come emotivamente e psicologicamente dannoso, per qualcosa che ha detto o fatto in un passato più o meno prossimo, o durante una discussione pubblica.
Ecco gli elementi chiave della cultura della cancellazione, dunque, con tutte le sfumature e le varianti che vogliamo aggiungerci: l’individuo o il gruppo che se ne fa interprete mette pressione su una terza parte per imporre sanzioni sul presunto trasgressore» (Che cos’è davvero la cancel culture di cui avete letto in questi giorni, wired.it, 17 luglio 2020).
7. Ha scritto ancora Mossetti su «Wired»: «Un ruolo nella campagna di disturbo l’avrebbero giocato anche gli ascoltatori del pop sudcoreano: una vera forza sui social network – soltanto l’anno scorso hanno postato oltre sei miliardi di tweet – con una lunga storia di blitz virtuali a favore della giustizia sociale. All’inizio del mese, ad esempio, i fan del K-pop hanno fatto proprie le battaglie degli antirazzisti militanti, annegando di meme slogan di destra come “White Lives Matter” e altri hashtag ultra-conservatori» (Come TikTok ha rovinato il comizio del grande ritorno di Trump, wired.it, 22 giugno 2020).
8. Per un quadro sulla vicenda, può essere utile leggere Francesco Bolici, GameStop: i tanti Davide contro il Golia di Wall Street, valigiablu.it, 29 gennaio 2021; Anonimo, GameStop: i Redditors vs Wall Street. Vi spiego perché è successo, valigiablu.it, 30 gennaio 2021.
9. Non è un caso che il barometro della fiducia di Edelman del 2021 segnali una caduta senza precedenti della fiducia nei confronti delle istituzioni e dell’informazione (“Edelman Trust Barometer 2021”, edelman.com), e d’altra parte invece una crescita di aspettative nei confronti dell’azienda, dell’organizzazione di cui si fa parte.
10. Massimo Russo, Jeff Bezos: “Un passo alla volta”, dai libri ai giornali e poi fino alle stelle, rep.repubblica.it, 23 luglio 2016.
11. Chengdong Yu intervistato da Massimo Russo, Mr. Richard Yu, «Dlui – la Repubblica», maggio 2018.
12. Sergio Maistrello, Il tradimento del preside, sergiomaistrello.it, 4 maggio 2020.
13. https://www.imparadigitale.it/
Capitolo 6
1. Sulle implicazioni che questo può avere e sulla necessità di utilizzare questo potere responsabilmente abbiamo già detto. Il punto che ci interessa sottolineare qui è la facoltà, la libertà di farlo.
2. Sarebbe assai interessante, una volta che la pandemia sarà alle spalle, ripetere la fortunata indagine condotta qualche anno fa da Enrico Moretti (La nuova geografia del lavoro, Mondadori, 2017). L’economista misurò l’effetto dell’economia del sapere e del digitale sull’ascesa e il declino delle città, stilando una classifica delle aree di crescita e arrivando a determinare un moltiplicatore, pari a cinque, di posti di lavoro creati da ogni nuovo impiego nell’innovazione.
3. Non è un caso che l’Europa e le maggiori economie del pianeta siano concordi nell’osteggiare la valuta digitale di Mark Zuckerberg. Sentite cosa ha dichiarato in proposito l’allora ministro dell’Economia italiano Roberto Gualtieri al G7 di Washington nel 2019: «Sono contrario all’emergere di valute private che pongono dei rischi non solo sul fronte della stabilità finanziaria ma anche di sovranità e democrazia. Non è possibile prevedere che una stablecoin globale possa operare finché un quadro giuridico, di regole e di supervisione, sia sufficientemente definito» (Andrea Fioravanti, Niente “via Libra”, anche l’Italia fa la guerra alla moneta di Facebook, linkiesta.it, 1° novembre 2019).
4. Il lavoro di registi come Bong Joon-ho o i fratelli D’Innocenzo lo racconta in modo esemplare.
5. John Gray, Cani di paglia. Pensieri sull’uomo e altri animali, trad. Stefania Coluccia, Marcello Monaldi, Ponte alle Grazie, 2017; The silence of animals: On progress and other modern myths, MacMillan, 2013.
6. Vedi i casi dei forum di 4chan, 8chan e del movimento QAnon negli Stati Uniti.
7. Occupy Wall Street fu un movimento di contestazione che nel 2011 occupò l’area di Zuccotti Park a New York, e organizzò una serie di manifestazioni pacifiche protestando contro le élite finanziarie. La protesta si estese prima agli Stati Uniti e poi al mondo con cortei in 790 città.
8. Impero, il nuovo ordine della globalizzazione, trad. Alessandro Pandolfi, Daniele Didero, Rizzoli, 2002; Moltitudine. Guerra e democrazia nel nuovo ordine imperiale, trad. Alessandro Pandolfi, Rizzoli, 2004; Comune. Oltre il privato e il pubblico, trad. Alessandro Pandolfi, Rizzoli, 2010.
9. Amélie Poinssot, «Siamo sull’orlo di una trasformazione globale.» Intervista a Toni Negri sui Gilet Jaunes, dinamopress.it, 1° febbraio 2019.
10. Michail Bulgakov, Il maestro e Margherita, trad. Salvatore Arcella, Newton Compton, 2006.
11. L’intervista è stata pubblicata il 27 giugno del 2019 e poi ripresa in tutto il mondo: Lionel Barber, Henry Foy, Vladimir Putin: the full interview (video), ft.com, 5 luglio 2019.
12. La formula, sancita dalla pace di Augusta del 1555, e poi consacrata da quella di Vestfalia nel 1648, pose fine al conflitto tra Papato e Protestantesimo, stabilendo che i popoli dovessero seguire la religione del loro principe.
13. Adam Gopnik, Il primo nemico di Putin, rep.repubblica.it, 26 luglio 2019.
14. Caso Fortnite/Apple/Google.
15. Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, Il manifesto di Ventotene, 1941, aiccre.it.
Capitolo 7
1. Nella Net age il ruolo del design come filosofia, come capacità di produzione di nuovi spazi e modalità di interazione, è molto più importante di quanto non sia mai stato nelle epoche precedenti.
2. Qui, come in una matrioska, sono contenuti almeno altri due princìpi da tutelare: la capacità generativa, ovvero l’apertura del sistema a ulteriori innovazioni, e l’interoperabilità dei sistemi. Per un approfondimento su questi aspetti sono utili i materiali della Electronic Frontier Foundation: Cory Doctorow, Adversarial Interoperability: Reviving an Elegant Weapon From a More Civilized Age to Slay Today’s Monopolies, eff.org, 7 giugno 2019.
3. Il diritto di accesso a Internet è attualmente presente in Italia all’interno dell’art. 2 della cosiddetta Dichiarazione dei diritti di Internet, elaborata dalla Commissione per i diritti e i doveri in Internet (https://www.camera.it/leg17/1179).
L’articolo così recita: «1. L’accesso ad Internet è diritto fondamentale della persona e condizione per il suo pieno sviluppo individuale e sociale. 2. Ogni persona ha eguale diritto di accedere a Internet in condizioni di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e aggiornate che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale. 3. Il diritto fondamentale di accesso a Internet deve essere assicurato nei suoi presupposti sostanziali e non solo come possibilità di collegamento alla Rete. 4. L’accesso comprende la libertà di scelta per quanto riguarda dispositivi, sistemi operativi e applicazioni anche distribuite. 5. Le Istituzioni pubbliche garantiscono i necessari interventi per il superamento di ogni forma di divario digitale tra cui quelli determinati dal genere, dalle condizioni economiche oltre che da situazioni di vulnerabilità personale e disabilità».
L’articolo 3 del medesimo documento garantisce invece ai cittadini i diritti di conoscenza e di educazione in rete. «1. Le istituzioni pubbliche assicurano la creazione, l’uso e la diffusione della conoscenza in rete intesa come bene accessibile e fruibile da parte di ogni soggetto. 2. Debbono essere presi in considerazione i diritti derivanti dal riconoscimento degli interessi morali e materiali legati alla produzione di conoscenze. 3. Ogni persona ha diritto ad essere posta in condizione di acquisire e di aggiornare le capacità necessarie ad utilizzare Internet in modo consapevole per l’esercizio dei propri diritti e delle proprie libertà fondamentali. 4. Le Istituzioni pubbliche promuovono, in particolare attraverso il sistema dell’istruzione e della formazione, l’educazione all’uso consapevole di Internet e intervengono per rimuovere ogni forma di ritardo culturale che precluda o limiti l’utilizzo di Internet da parte delle persone. 5. L’uso consapevole di Internet è fondamentale garanzia per lo sviluppo di uguali possibilità di crescita individuale e collettiva, il riequilibrio democratico delle differenze di potere sulla Rete tra attori economici, Istituzioni e cittadini, la prevenzione delle discriminazioni e dei comportamenti a rischio e di quelli lesivi delle libertà.»
Tale Commissione venne costituita il 27 ottobre 2014 presso la Camera dei Deputati ed è stata presieduta dal giurista Stefano Rodotà. Non si tratta tuttavia di un testo normativo, ma di una dichiarazione che non ha al momento forza di legge. Disclaimer: chi scrive ha fatto parte della Commissione.
4. Dan Senor, Saul Singer, Laboratorio Israele. Storia del miracolo economico israeliano, trad. Luca Vanni, Mondadori, 2012.
5. Per saperne di più: https://www.onuitalia.it/sdg/
6. David Gelles, The Husband-and-Wife Team Behind the Leading Vaccine to Solve Covid-19, nytimes.com, 10 novembre 2020.
7. Non si tratta qui di prendere posizione in favore dell’economia pianificata, ma della creazione pubblica di un contesto nel quale l’innovazione possa fiorire. Per saperne di più sul dibattito sollevato da Mission Economy: A Moonshot Guide to Changing Capitalism di Mariana Mazzucato (Allen Lane, 2021), può essere utile leggere questa recensione critica del «Financial Times»: Mission Economy by Mariana Mazzucato — could moonshot thinking help fix the planet?, ft.com, 15 gennaio 2021.
8. Arsen Ostrovsky, Hold Twitter To Account | Opinion, newsweek.com, 13 gennaio 2021.
9. Matt Stoller, Sarah Miller, Zephyr Teachout, Addressing Facebook and Google’s Harms Through a Regulated Competition Approach, economicliberties.us, 10 aprile 2020.
10. Apple e Google hanno rimosso dai loro app store Parler, un social network molto usato dalla destra americana, ilpost.it, 10 gennaio 2021.
11. La tentazione di trasformare il rispetto in tolleranza e la tolleranza in azzeramento delle diversità, in purificazione della Storia, in scorticamento delle ombre dalla Terra, come avrebbe detto Bulgakov, è l’eccesso opposto in cui la cultura manichea nordamericana rischia di farci precipitare. La cancel culture è settaria e violenta al pari delle presunte discriminazioni che essa in teoria vorrebbe estirpare. Si vedano in proposito Matt Taibbi, The American Press is destroying itself (taibbi.substack.com, 13 giugno 2020), e l’appello degli intellettuali On Justice and Open Debate su «Harper’s Magazine» (harpers.org, 7 luglio 2020).
12. Il virgolettato è tratto da un colloquio tra il filosofo Maurizio Ferraris e Massimo Cacciari in occasione della pubblicazione del libro La mente inquieta. Saggio sull’Umanesimo (Einaudi, 2019): L’umanesimo? Inventiamolo ora, rep.repubblica.it, 17 settembre 2019.
13. Si vedano in proposito i due suoi libri più significativi: The Global War for Internet Governance, Yale University Press, 2014; The Internet in Everything: Freedom and Security in a World with No Off Switch, Yale University Press, 2020.
14. Si veda in proposito Mark Nottingham, RFC8890: The Internet is for End Users, mnot.net, 28 agosto 2020.
15. Madhumita Murgia, Anna Gross, Inside China’s controversial mission to reinvent the internet, ft.com, 27 marzo 2020.
16. Ibidem.
17. Shoshana Zuboff, Il capitalismo della sorveglianza. Il futuro dell’umanità nell’era dei nuovi poteri, trad. Paolo Bassotti, Luiss University Press, 2019.
18. Kadri Kaska, Maria Tolppa, China’s Sovereignty and Internet Governance, icds.ee, 4 giugno 2020.
19. Elliott Zaagman, The age of cyber-sovereignity?, warontherocks.com, 18 agosto 2020.
Capitolo 8
1. Il discorso di Alcide De Gasperi fu pronunciato il 10 agosto. Memorabile anche la chiusa: «È in questo quadro di una pace generale e stabile, Signori Delegati, che vi chiedo di dare respiro e credito alla Repubblica d’Italia: un popolo lavoratore di 47 milioni è pronto ad associare la sua opera alla vostra per creare un mondo più giusto e più umano».
2. Cfr. Antonio Golini, Le età dei popoli, aspeninstitute.it, 2009. La demografia sarà una delle forze dirompenti dei prossimi decenni, sia per i conflitti, si veda ad esempio nello studio citato il caso del rapporto tra israeliani e palestinesi, sia per i pesi delle potenze regionali. A tale proposito è esemplare il rapporto tra Pakistan e Russia: «nel 1950 era di 3 russi per 1 pakistano; adesso sono all’incirca alla pari, mentre nel 2050 potrebbero esserci 3 pakistani per 1 russo».
3. Rischio povertà più basso tra le famiglie con pensionati, istat.it, 2018.
4. Enrico Marro, Bassa produttività, il «male oscuro» dell’Italia, ilsole24ore.com, 15 febbraio 2019.
5. Attilio Oliva, Antonino Petrolino, Il coraggio di ripensare la scuola, Quaderno 15, treellle.org, aprile 2019.
6. https://outlook.gihub.org/countries/Italy
7. La scheda relativa all’Italia si può trovare qui https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/scoreboard/italy
8. L’ispirazione è dovuta al pezzo di Hamilton Santhià, Perché indignarsi non serve a niente, esquire.com/it, 5 agosto 2019.
9. Boris, “Ritorno al futuro (seconda parte)”, episodio 14, terza stagione, Wilder, 2010.
10. Andrea Capussela (visiting fellow alla London School of Economics, Department of Government), Pensioni, perché quota 100 deve essere abolita, ilsole24ore.com, 22 settembre 2019 (il corsivo di «inclusione selettiva» è mio).
11. Federico Fubini, Siamo il Paese che spende di più: ma qual è la strategia?, corriere.it, 31 luglio 2020.
12. Ferdinando Giugliano, Governo, i rischi di un ritorno agli anni ’50, rep.repubblica.it, 16 agosto 2020.
13. MENA Generation 2030. Investing in children and youth today to secure a prosperous region tomorrow, unicef.org, 2019.
Epilogo
1. Luciano Floridi, Il verde e il blu. Idee ingenue per migliorare la politica, Raffaello Cortina Editore, 2020.
Epigrafi
p. 9 La prima citazione è tratta dal discorso di Ginsburg in occasione della cerimonia durante la quale le è stata conferita la Radcliffe Medal nel 2015 (Radcliffe Day 2015 | Justice Ruth Bader Ginsburg || Radcliffe Institute, canale YouTube della Harvard University, 2015).
La seconda citazione è tratta dall’intervista Ruth Bader Ginsburg: Rejected by the Firm, canale YouTube di «Makers», 2012.
p. 27 La prima citazione è tratta da Aaron Swartz, The Boy Who Could Change the World: The Writings of Aaron Swartz, Verso Books, 2016.
La seconda citazione è tratta da Aaron Swartz, Guerilla Open Access Manifesto, archive.org.
p. 43 José Mujica intervistato da Omero Ciai, Mujica e “l’apologia della sobrietà”: “Chi accumula denaro è un malato. La ricchezza complica la vita”, rep.repubblica.it, 6 novembre 2016.
p. 57 Albert Einstein, The Road to Peace – by Einstein, «The New York Times Magazine», 22 novembre 1931.
p. 81 Lettera di papa Gelasio I all’imperatore d’Oriente Anastasio I.
p. 107 Remarks at Vanderbilt University, Nashville, Tennessee, 18 maggio 1963, in jfklibrary.org.
p. 123 Albert Camus, La peste, trad. Beniamino Dal Fabbro, Bompiani, 1997.
p. 141 Pierre Teilhard de Chardin, L’énergie humaine, Le Seuil, 1962.
p. 159 Discorso di Alcide De Gasperi alla conferenza di pace di Parigi, 10 agosto 1946.
p. 175 David Graeber, Burocrazia. Perché le regole ci perseguitano e perché ci rendono felici, trad. Fabrizio Saulini, Il Saggiatore, 2016.
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